“C’era qualcosa di erotico in quel cupo cielo invernale, con quella filtra coltre di nuvole, il grigio, il vento freddo. Tutto sembrava fatto apposta per spingere a cercare la pelle dell’altro. In quel colore grigio sconfinato, veniva voglia di chiudersi a lungo in una stanza. E in quella stanza, abbandonarsi a un piacere senza limiti, come se fosse l’unico posto al mondo dove poterlo fare….In quel momento capii. Ecco come funziona questo meccanismo: nessun dolore, nessun ostacolo, tutti e due felici, e quando pensi che vorresti andare avanti così all’infinito, proprio allora finisce e perciò poi hai voglia di rifarlo.”

Ricordi di un vicolo cieco,
Banana Yoshimoto