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Come da titolo del libro, ero molto incerta su cosa pensarne una volta raggiunta la parola “fine”.
Ora sono passati alcuni giorni e ho avuto tempo per digerirlo e rendermi conto di cosa mi è piaciuto e cosa no di questo libro tanto acclamato e osannato da alcuni, tanto da paragonarlo a The catcher in the rye (Il giovane Holden).
Prima di tutto non lo trovo un libro estivo o da spiaggia ovvero un libro poco impegnativo. Al contrario Kunkel oltre ad avere un stile che personalmente piace, offre spunto a svariate riflessioni sulla condizione umana della generazione del personaggio (a cui appartengo), e anche sull’ andamento umano in generale, sulla strada che sta percorrendo il mondo.
Purtroppo la storia manca di originarilità( o siamo noi 30enni a mancarne?): quasi sempre si intuisce lo svolgimento della trama.
Non me la sento di acclamare nè di paragonare questo libro a quello di McInerney, trovo che gli manchi quel “qualcosa” che lo renderebbe un grande racconto, nonostante ciò ho apprezzato l’ironia e il sarcasmo non solo del personaggio ma e soprattutto dello scrittore. Anche se sono quasi certa che non intendesse esserlo riguardo al risvolto politico che ha.

Trovo che Kunkel abbia le doti per fare il critico quale è……in quanto a scrittore non ne sono sicura. Nonostante ciò penso continuerà a scrivere e non si ritirerà nelle montagne del Vermont; ho la sensazione che vorrà portare avanti il suo messaggio(per capire quale dovrete leggere il libro ;-) ).
Si vocifera inoltre che verrà trasposto su grande schermo.

Infine, consiglio di leggerlo, ma senza grandi aspettative.